The end.

Beh, ragazzi, vi scrivo da Terni, comodamente seduto davanti ad un computer. Non vi nasconderò che un po’ mi dispiace che questa avventura sia finita, ma allo stesso tempo sono felice di essere a casa: vivere alla giornata, da cittadino del mondo è tanto bello quanto faticoso, e alla lunga accumuli una stanchezza che ti rallenta sempre di più, fisicamente e intellettualmente. È stata una meravigliosa esperienza, e spero sia solo la prima di tante…

Con questo post voglio raccontare l’ultima giornata a Barcellona e il ritorno in nave.

Barcellona è ben conosciuta agli (piena di) italiani, per cui credo bastino alcune foto a darne una sommaria descrizione.

Notare le spettacolari piste ciclabili e i tipi che facevano i numeri con BMX e skate agli angoli delle strade *.* Che posto meraviglioso! Le foto al porto sono fatte da un tavolo al Luz de Gas, uno sciccosissimo bar allestito su una chiatta galleggiante a Port Vell (il porto vecchio, più elegante e pieno di velieri) in cui ho provato ad ordinare una crema catalana (ma la cucina era chiusa… sob!).

Scherzando, mi ero prefissato un obiettivo per questo viaggio: recuperare e papparmi un Dragonfruit, un frutto originario delle Hawaii, ma che in europa pare sia reperibile solo al mercato della Boqueria, lungo le famose Ramblas. Lo vedete in figura, quindi… MISSIONE COMPIUTA!

La seconda sera mi sono recato a prendere il traghetto al porto di Barcellona e sono partito per un viaggio di 21 ore alla volta di Civitavecchia. Il traghetto si è rivelato quantomeno NOTEVOLE: due piscine, tre bar in stili diversi, una discoteca, un club privato, due ristoranti, internet point, sala giochi, playroom per bambini e vari negozi per fare shopping. Aria condizionata ovunque, bagno in camera, e un sacco di cromature! Veramente una bellissima esperienza, mi sono fatto una mini crociera ;) Peccato solo aver dimenticato il costume nelle sacche della bici (in stiva) e non aver potuto fare il bagno in piscina :(

 
VIDEOCRONACA:

 

Giorno 20: BARÇA!!!!

imageLa bike parcheggiata nell’ostello (qui è peggio di Pisa!)

Io con la Sagrada Familiaimage
La mia bike sulle Ramblas
image
Yeeeeeeeee! Sono arrivato, ufficialmente arrivato! Sto cenando in un ostello a 200 m dalle Ramblas!!!! Più tardi esco a papparmi una bella crema catalana ;)
La strada oggi è stata poca, meno di 20 km (rinofotometricamente misurati sulla carta), per più di un terzo su trafficatissime strade cittadine (con pezzi anche a 8 corsie!)
Barcellona è bella, ma i posti troppo turistici non mi entusiasmano. Però ho colto aspetti della metropoli interessanti, come gruppi di ragazzi che si esibivano con le BMX in acrobazie tra i passantii incuriositi ed altri che improvvisavano lezioni di skateboard.
Poi ho visto la Sagrada Familia, infinitamente non finita, come al solito :P Gigantesca, non me l’aspettavo così grande! Però c’era gente col caschetto che (fingeva di) lavorare e camion e gru…
Poi le ramblas… beh molto turistiche, ma decisamente niente di che… ho apprezzato la fitta rete di piste ciclabili che percorrono tutta Barcellona, molto comode.
Al porto ho dato solo un’occhiata, indagherò meglio domani, tanto dovrò perdermici per trovare il terminal Acciona/Grimaldi per la barchETTA che mi riporterà a casa.
L’ostello è molto carino, ben organizzato e tutto sommato pulito. Certo, dormire in una camera da 6 mi impensierisce un po’… stamattina, quando sono entrato (alle 13 circa) ho svegliato tutti (disculpe, excuse me, pardonnez-moi…), il che mi fa pensare che stasera prima di una certa ora (quella di alzarsi) non si dorme… di buono c’è la colazione inclusa nel prezzo, vediamo domani.
Ora scappo, che ho ancora diverse cose da fare stasera prima di uscire a farmi un giro… ciao!

Giorno 19: da Calella a Mollet del Vallès (quasi Barcellona)

Ancora dall’Ufficio Stampa.

Dunque, il “nostro”, ammirato il sorgere del sole sul mare di fronte a Calella, è partito di buon’ora alla volta di Barcellona.

O, meglio, alla volta di una località della periferia, Mollet del Vallès, in cui un Hotel Formula 1 gli sembrava la migliore base logistica per Ramblas, Sagrada Familia, Rua del Modernismo e chi più ne ha più ne metta.

Una cinquantina di km di tutta tranquillità.

Sì, ma solo per la prima parte lungo la costa, perché, non  appena deviato verso l’interno, sono cominciate le asperità, e, come se non bastassero le salite, anche la carenza di indicazioni, che lo ha portato a risalire ancora più a nord dell’obiettivo, cioé a Granollers, allungando il tragitto di almeno una quindicina di km.

Arrivato, infine, dopo circa 6 ore di pedalata continua, a Mollet del Vallès, è cominciata la ricerca del Formula 1.

Dopo vari giri a vuoto, un “indigeno”, interpellato dal nostro, ha sentenziato “demolido”. Che avrà voluto dire? Dal suono sembrerebbe “demolito”.

Eh, sì! Nonostante sia presente sui depliant della catena alberghiera ed anche in Internet, l’hotel Formula 1 di Mollet del Vallès è stato demolito!

Per fortuna nella stessa zona c’è un Hotel della catena spagnola dall’invitante nome “Sidorme”, sul quale il “nostro” decisamente distrutto, amareggiato, innervosito ecc. ecc. si è “fioncato” sperando, almeno, nella mancanza di formiche (confermata!) e nella possibilità di accesso ad Internet (eh, no! non pretendiamo troppo!).

Bene! Le difficoltà sono fatte per essere superate ed i programmi per essere cambiati!

Domani il “nostro” approderà realmente a Barcellona, in un ostello proprio sulle Ramblas dove è garantito (!?) l’accesso ad Internet e, finalmente, potrà “postare” in prima persona i suoi commenti sulle ultime giornate.

DANY>

Allora… siccome il cell mi ha perso il post, riscrivo tutto dal pc dell’ostello con un giorno di ritardo… La prima parte, come scritto, e’ stata molto semplice: tutto piano, tenevo una media di 25km/h (ad occhio), quindi parecchio… ho anche percorso dei pezzi con un gruppetto di ciclisti in bici da corsa e senza borse (e gli stavo dietro!). Sarei arrivato a Barcellona in meno di mezz’ora, se non avessi deciso di piegare verso l’interno per raggiungere il suddetto hotel che non esiste… la salita è stata massacrante, soprattutto per il caldo insostenibile e a causa del fatto che era stata sottostimata. Come se non bastasse, la strada segnalata sulla mia cartina (ma assente sulle mappe di Google) non esisteva e sono andato a finire a Granollers, in un intrigo di strade del quartiere industriale che, anche se sulla carta incrociavano le arterie che mi servivano, in realtà gli passavano sotto o sopra, non permettendomi di raggiungerle. Insomma un disastro. Alla fine arrivo a Mollet, ma mi aspetta un’ora buona di giri in bici alla ricerca di questo maledettissimo F1 di cui c’erano i cartelli, ma non l’edificio… Alla fine decido di fermarmi al Sidorme, che per 60€ mi offre un servizio secondo me inferiore a quello degli F1, ma pazienza… a questo punto decido di passare l’ultima notte a Barcellona in ostello, da dove sto scrivendo ora, cos¡ almeno mi vedo per bene la città.

 

 

Giorno 18: da Pola-Giverola a Calella

image

image

Uffa ! Formiche, sempre formiche, fortissimamente formiche !!!

Per fortuna manca solo una giornata a Barcellona!!!

 

Dany >
Sì, comincio a pensare che quello delle formiche sia un problema di tutta la Costa Brava… ma stavolta ho sparso preventivamente l’aggeggio per tenerle lontane e devo dire di non aver avuto problemi.
Il campeggio era veramente impresentabile: bagni sporchi come non mai e un’intera area di piazzole piena di spazzatura e vecchi oggetti, il che, aggiunto alla massiva presenza di formiche ovunque (servizi sanitari compresi), completa il quadro. Però la piscina era bella, pulita e tutto sommato frequentata: l’ho usata non potendo fare il bagno al mare, che era troppo mosso. Dal campeggio si godeva di una bellissima vista sulla città e sul mare che avrebbe meritato una foto migliore di quelle che ho potuto fare con il mio equipaggiamento. La mia piazzola era proprio vista mare, per cui stamattina mi sono svegliato vedendo il sole sorgere sul mare… veramente bello :)

Giorno 17: da Palamòs a Pola-Giverola

Oggi percorso breve (30 km), ma moooolto impegnativo. Il “nostro” racconta che sia stato anche peggio del passaggio dei Pirenei. Comunque è arrivato in campeggio. Camping grande ma infestato da voracissime e agguerritissime formiche e zanzare!!!

In ogni caso… -2 tappe a Barcellona!!!

 

Dany >
Ragazzi, che panorami! Fare l’ultimo tratto (salite e discese forti) è stato tanto faticoso quanto appagante. Ogni volta si sale e si ridiscende in una cala: ogni cala è densamente abitata e costruita e tra l’una e l’altra sulla strada non c’è assolutamente nulla! I panorami erano meravigliosi, con questo mare piuttosto agitato che si infrangeva fragorosamente ai piedi delle montagne… inoltre la strada stessa era piuttosto interessante, con curve in cui è facile andarci un po’ pesanti (e in effetti era molto frequentata da motociclisti… e dalla polizia!). Io ho fatto delle curve veloci, ma senza le borse mi sarei divertito molto di più! La cala in cui era il campeggio era meravigliosa: ho fatto il bagno in un mare cristallino anche se agitato e dal mare si vedevano tutte le case abbarbicate sul costone roccioso, inoltre ho assistito all’operazione di tirare in secco un motoscafo, cosa che non avevo mai visto. La cena è stata mediocre al ristorante del campeggio, perché era domenica e non avevo fatto la spesa.

Giorno 16: da Sant Pere Pescador a Palamòs

image

image

image

image

…nel bel mezzo della Costa Brava! Mi piace ‘sto posto, fico!

Cominciamo la mattina con la (solita) gomma bucata. La camera d’aria è molto buona, una Continental, ma alla terza volta che si buca basta toppe: monto quella di scorta (marca italiana e, ovviamente,  made in Cina -.-‘ ) e rimando le verifiche di laboratorio a domani… parto e ho subito un leggero vento contrario, in più mi sento stanco e non ho il mio succo di frutta pieno di zuccheri, visto che nei giorni scorsi ho attraversato posti più o meno desolati e di ipermercati manco l’ombra… Il vento contrario aumenta e mi metto giù al massimo sforzo, ma fare 50km così è distruttivo… penso di fermarmi a pranzo a Palafrugel, che è il primo posto di una certa dimensione che incontro, ma la strada gli gira intorno senza entrarci, così continuo. È da un po’ che viaggio su una strada a doppia corsia per senso di marcia e carreggiate separate (quella che da noi è una superstrada) e i camion che mi passano affianco a 80 cominciano ad innervosirmi. Alla fine incontro un discount, ma ormai sono a destinazione, tuttavia ho fame, così decido di mangiare un platano giusto per fermare lo stomaco e poi pranzare in campeggio. Sì, un platano, tutto intero, e dopo avevo ancora fame ù_ù . Eheh sì, perché qui le banane le chiamano Platano. L’unico frutto che ha lo stesso nome in tutte le lingue del mondo (beh, meno una…).
Insomma una volta entrato in città mi faccio guidare dal cell finché non vedo la prima indicazione del campeggio e poi lo spengo. Approdo all’International Palamos, pranzo, a mia volta faccio da pranzo alle formiche (tante, bastardissime e agguerrite, che in pochi secondi ricoprono qualsiasi cosa si appoggi a terra, scarpe comprese, e se ti siedi su un muretto ti si infilano sotto la maglietta) e monto la tenda. Fortunatamente il solito tedesco mi offre la sua polvere antiformiche e ne metto un pochino, dopodiché una coppietta inglese mi passa anche il martello per piantare i picchetti in un suolo duro come il marmo. Durante questo viaggio ho incontrato un sacco di gente carina e disponibile, è una cosa bellissima :). Dopo pranzo mi riposo un po’ e poi faccio un giro in paese, è un posto tranquillo e carino, uno di quelli in cui si potrebbe vivere…
In porto c’è ormeggiata una nave scuola della Marina Militare Italiana sulla quale è organizzato uno spettacolo celebrativo (vedi foto).
Al mio rientro in campeggio devo usare il navigatore perché ho perso la strada, e raggiungo il campeggio, che però mi sembra diverso. Il nome è quello, Palamos, e anche il numero di stelle, 3, così entro tranquillo pensando si trattasse di una seconda entrata (qui è montuoso e tutto è costruito a vari livelli, con strade parallele tra loro). Però ‘sto campeggio è diverso… boooh! Esco senza farmi notare e indago un po': avendo spento il cell all’arrivo ho imboccato un altro campeggio, l’International Palamos (…chiamare due campeggi distanti mezzo km quasi allo stesso modo è un vero colpo di genio…), ed ora ero entrato in quello che avevo previsto in origine, solo che la mia roba era nell’altro… O.O Questo è tipico mio…
Per il resto nulla da segnalare, ho taaaaaanto sonno, per cui credo che upperò questo post domattina, ora dormireeeeeeeee!

 

Giorno 15: da Llançà a Sant Pere Pescador

image

image

Oggi giornata tutta lusso: pochi km, camping ultra lussuoso con bagni pulitissimi ed ultra accessoriati e cena in un particolarissimo ristorante locale (vedi figura) in cui, proprio mentre scrivo queste righe, sto gustando un antipasto catalano con tanti affettati e jamon serrano (prosciutto di montagna) e un arrosto misto con le famose salsicce catalane (che, detto tra noi, nel piatto è l’unica cosa che non mi è piaciuta).
Oltretutto qui i cani sono molto ben voluti: quando entrano dei clienti con un cane la signora porta una ciotola con dell’acqua! Mai visto nulla di simile…
Oggi ho anche fatto il bagno al mare: pulitissimo e meraviglioso, anche se un po’ agitato. Il cielo era popolato di quei cosi a motore con il paracadute, non so come si chiamano, quelli in cui hai l’elica dietro le spalle e voli libero, era un bell’ambiente, con un panorama rilassante e meraviglioso…
Questo è quanto, ma domani si riparte (argh, mi sento stanchissimo, c’era il solito tipo che ha acceso il motore alle una di notte svegliandomi, maporc….). E poi, domani sera, finalmente sto fermo due giorni, faccio il bucato e riposo!
Ah, e oggi finalmente sono riuscito a gonfiare le gomme! E qui mi capiscono tutti quando chiedo qualcosa e capisco la loro risposta, li sento più simili a noi dei francesi! Oggi giornata decisamente positiva!

Giorno 14: da Banyuls a Llança

image

image

Eh sì. Il nome è proprio spagnoleggiante: oggi ho passato la frontiera. Ho fatto 10.000 foto con la macchinetta e neanche una con il cellulare, quindi o trovo un internet point a prezzi accessibili, o vi tocca aspettare che torno a Terni per la fatidica foto col cartello.
Il confine è stato molto netto, al contrario di quello da Italia a Francia. Prima quasi nessuna auto spagnola, poi son spariti tutti i nomi francesi dai cartelli e all’improvviso tutti parlano spagnolo. È una bella sensazione, ti fa percepire il confine come qualcosa di fisico, meno evanescente (tale è diventato con la fondazione della comunità europea, che è una bellissima cosa ovviamente…).
In realtà qualcosa della Francia è rimasto: qui i cartelli sono scritti in ben 4 lingue: catalano, castigliano, francese e inglese (finalmente! Qualcuno che parla inglese!!!).
Il viaggio è stato tranquillo, molto simile alla prima tappa,  salite, discese e panorami meravigliosi. Il campeggio è… ehm… pittoresco: è sostanzialmente il giardino di una casa, ed il bar coincide col salotto dei vecchini che ci abitano (no, veramente!). Pensate che mi hanno fatto pagare meno di 5 euro! E il bagno! Avete presente quelle illusioni ottiche del corridoio che si fa piccino piccino? Ecco, è così. Ma il tutto non è pessimo, è appunto… pittoresco. Sembra uno di quei paesini in cui un tempo magari c’erano anche cose belle, ma è rimasto tutto fermo agli anni 50…
Volevo però raccontare di ieri: vicino alla mia tenda è arrivato un altro cicloviaggiatore, un tedesco che s’è messo in testa di toccare il punto più alto e quello più basso dell’Europa, il tutto con una bici da corsa. Veniva, per l’appunto, da Capo Nord e andava verso lo stretto di Gibilterra, senza cartina e (!!!) senza ausili tecnologici. Un grande. Abbiamo parlato tutta la sera in inglese e la mattina ci siamo fatti una foto per ricordare l’incontro. È bello incontrare qualcuno con idee così simili alle tue ma cresciuto in un posto lontano ed in un contesto diverso… in realtà ho incontrato un sacco di persone amichevoli e ben disposte, questo è bellissimo! Beh, qui sta tramontando il sole e siccome mi ero messo a scrivere in spiaggia, è ora che me ne torni in campeggio… Alla prossima!

Giorno 14: da Banyuls-sur-mer a Llançà

Saludos amigos!!! Daniele es in España!!!

Il “nostro” ha passato il confine spagnolo nel primo pomeriggio di oggi. I 28 km percorsi sono stati faticosi,  ma non più del previsto dato che salite da tornante di montagna si alternavano a discese che consentivano di riprendere il fiato. Attendiamo dunque trepidanti gli aggiornamenti dalla voce di Dany, che posterà qui non appena avrà a disposizione una connessione Internet.

Hasta pronto, chicos!

Giorno 13: da Le Barcares a Banyuls-sur-mer

image

Eccomi qua grazie alla connessione dell’ufficio del turismo di Banyuls (almeno qui funziona…). La tappa di ieri è stata tutto sommato tranquilla, nonostante sbagliassi strada ogni 5 minuti. Infatti le indicazioni nella prima parte (fino a più di metà tragitto) si riferivano alla statale, vietata in quel tratto alle biciclette. Io, sovrappensiero, seguivo i cartelli e finivo sempre davanti ad un divieto d’accesso per bici, possibilmente dopo una bella e inutile salita (sennò che gusto c’è?). Alla fine arrivo al camping municipal e, memore della pioggerellina della sera prima, mi scelgo una piazzola che permettesse all’acqua di scivolare via senza però riceverne troppa dal resto del camping. Il risultato è ho scelto la piazzola più esposta al vento, che se in città è solo leggermente fastidioso, al campeggio è un disastro. Ovviamente montati tiranti e tutti i picchetti, ma nonostante tutto la tenda si muoveva e si piegava rumoreggiando ed impedendomi di dormire. Se a questo aggiungiamo che alle 01:15 il vento ha tirato via uno dei picchetti, (che ho dovuto rimettere subito onde evitare che facendo effetto vela mi tirasse via il resto della tenda) ecco qua che non sono riuscito a dormire.
Inoltre con questo vento il fornelletto ad alcohol è inutilizzabile e qui tutti i ristoranti servono solo Poisson, pesce (bleah… ma si sono mai chiesti perché la parola con cui lo indicano in un’altra lingua, l’inglese, significa veleno???).
Ieri sera ho mangiato in una specie di fast-food alla francese, oggi vado al supermercato e mi compro tanti affettati, formaggi francesi e frutta per pranzo e cena :)
Vi lascio con uno scorcio del mare visto dalla spiaggia centrale di Banyuls (in cui della gente sta facendo il bagno, e penso che dopo proverò anch’io, anche se non mi sa un gran che, così vicina al porto…).
PS: Problema freni risolto: dopo due belle pinzate lunghe in discesa a 50 all’ora con tutto quel peso il freno anteriore s’è rivitalizzato, segno che le pastiglie non erano del tutto finite. Meglio così: speriamo che duri (anche se questa non l’ho proprio capita…).